Questa notte sono a casa dei miei, ubriaca.
Ascolto la nona sinfonia di Mahler: musica all'altezza della mia rabbia guida le dita veloci in protesta su questa tastiera.
Vedo lo schermo annebbiato ma non so se sto piangendo.
Se non fossero le tre di notte, se mamma e papà non stessero dormendo un paio di stanze più in là cercherei il violoncello e brandirei l'archetto come il bastone di un cieco.